La favola
Il falegname Mastro Ciliegia trovò un pezzo di legno
per fare la gamba ad un tavolino.
Cominciò a piallare il legno, quando sentì una vocina che si lamentava: - Ahi, ahi, mi fai male! -
Mastro Ciliegia rimase stupito e impaurito.
Sentì bussare alla porta.
Era Mastro Geppetto che cercava un pezzo di legno per costruire un burattino.
Voleva girare il mondo per guadagnarsi qualcosa da mangiare.
Mastro Ciliegia gli consegnò il pezzo di legno, che scappò e andò a sbattere conto le gambe di Geppetto, che comiciò a litigare con Mastro Ciliegia.
Si ritrovavano luno con la parrucca dellaltro in bocca.
Mastro Geppetto se ne andò a casa e cominciò
a lavorare per costruire il burattino, che chiamò Pinocchio. Durante il lavoro Pinocchio gli dette tanti calci.
Quando gli fece il naso questo si allungava sempre.
e, quando fece le gambe, il burattino scappò e Geppetto gli corse dietro.
La gente cercava di fermare il burattino e quando Geppetto lo raggiunse, lo sgridò.
Passarono i carabinieri e arrestarono Geppetto, perchè stava maltrattando Pinocchio.
Il burattino tornò da solo a casa.
Qui Pinocchio trovò il grillo parlante che lo rimproverò,
come si fa ai bambini quando sbagliano.
Il burattino, innervosito, con il martello schiacciò il povero grillo contro il muro.

Aveva fame. Trovò un uovo e
pensò di cucinarlo, ma appena lo ruppe , uscì un pulcino che
scappò via. Poi cercò di scaldarsi al
braciere, ma si bruciò i piedi.
Quando Geppetto
tornò a casa, fece mangiare a Pinocchio le sue pere, gli
ricostruì le gambe e, poichè gli aveva comprato il libro, lo
mandò a scuola.
Lungo la strada per andare a
scuola, Pinocchio sentì un suono di pifferi e tamburi: era il
teatro dei burattini. Vendette l abbecedario che gli aveva
comprato Geppetto ed entrò.
Trovò qui Pulcinella, Arlecchino e
Rosaura, ma il burattinaio Mangiafuoco s' innervosì per il chiasso che si
stava facendo e voleva bruciarlo.
Impietosito
dalle lacrime di Pinocchio, lo lasciò andare e gli regalò 5
monete d'oro.
Pinocchio,
voleva tornare a casa dal suo babbo e comprargli una casacca
nuova, ma incontrò, invece, il gatto e la volpe che lo portarono prima allosteria del
Gambero rosso 
e poi gli consigliarono di seminare le 5 monete nel Campo dei Miracoli.
Nella notte, i
due compari si allontanarono e Pinocchio, dopo aver pagato il
conto all'osteria, s'incamminò nel buio. Lungo il sentiero
incontrò due fantasmi che volevano rubargli le monete.
Il burattino le aveva nascoste in bocca e diceva di non averle. Allora i due fantasmi che erano il gatto e la volpe, lo impiccarono ad un ramo della Quercia Grande.
La fatina che abitava vicino, mandò un corvo a
spezzare lo spago e il Can Barbone a prenderlo con la carrozza.
Dopo tante resistenze e l'arrivo dei conigli con la bara per portarlo via, lo curò con la medicina
amara consigliata dai medici. Pinocchio, però, disse tante bugie e
il naso gli si allungò a dismisura. Si vergognò e cercò di
scappare, ma il naso toccava da tutte le parti.
Allora la fatina chiamò i
picchi che gli beccarono il naso troppo lungo e così potè
uscire.
Si mise a correre, aveva fame e cercò di rubare un po' d'uva in un campo, ma capitò in una trappola.
Il contadino lo prese, lo portò a casa , lo legò al posto del suo cane e gli fece fare la guardia. Durante la notte Pinocchio scoprì l'intesa che c'era stata tra le faine e il cane che c'era prima.
Abbaiò tanto, il padrone si svegliò e catturò le faine. In premio, però, liberò Pinocchio.
Pinocchio si mise subito in cammino verso la casa della fata dai capelli turchini. Lungo la stada vide un sasso con sopra scritto Qui giace la povera sorellina, per essere stata abbandonata dal suo fratellino Pinocchio. Il burattino si mise a piangere e si disperò.
Ad un tratto vide un colombo
che lo cercava per dirgli che il suo babbo stava andando con una
barchetta sull mare per ritrovare il suo figliolo.
Pinocchio si fece riconoscere, salì sulla groppa del colombo e si fece accompagnare vicino la spiaggia per cercare il suo babbo. Si tuffò in mare, ma fu travolto dalla burrasca e rigettato sulla spiaggia.
Passò di lì un delfino, Pinocchio chiese notizie del suo babbo, ma capì che era stato sbattuto dalle onde e ingoiato da un pesce grandissimo: il pesce-cane.
Pinocchio arrivò sullisola delle Api Laboriose, dove gli abitanti lavoravano tanto. Sentì brontolare la pancia per la fame e chiese lelemosina, ma nessuno volle aiutarlo, perché non voleva lavorare.
Ad un certo punto passò una
vecchietta, che convinse Pinocchio ad aiutarla a portare a casa
una delle due brocche piene dacqua.
Pinocchio,
alla tentazione di un tozzo di pane, del cavolfiore e del
confetto che gli erano stati promessi, non seppe dire di no.
Arrivati a casa della vecchia, Pinocchio siccome aveva tanta fame, divorò tutto, però quando stava per inghiottire lultimo boccone rimase stupito: dopo aver visto in faccia la vecchia si mise in ginocchiò e pianse tanto, perché nella vecchina aveva riconosciuto la fatina e le promise che sarebbe diventato più buono, non avrebbe detto più bugie e sarebbe andato a scuola.
La mattina dopo andò a scuola, ma i compagni lo prendevano in giro, perchè studiava ed era molto bravo, anzi un giorno gli dissero che un grosso pesce cane si aggirava nei dintorni. Decisero così di andare a vederlo, ma non trovarono nulla, perchè era stato solo uno scherzo.
Pinocchio cominciò litigare . Uno di loro prese un libro di Pinocchio molto duro e lo lanciò, ma siccome Pinocchio era molto scaltro, si scansò ed il libro colpì Eugenio, un suo compagno di classe, che cadde a terra mezzo morto. I compagni si misero paura e corsero via, Pinocchio, invece, bagnò il fazzoletto in acqua e soccorse lamico. Ad un certo punto vennero le guardie che interrogarono Pinocchio e, pensando che fosse il colpevole, lo arrestarono. Il ragazzo colpito fu affidato per un poa dei pescatori.
Mentre le guardie accompagnavano Pinocchio in caserma, a questo volò il berretto e supplicò di andarlo a riprendere e, approfittando della libertà, scappò via. I poliziotti lo fecero rincorrere da un cane grosso che aveva vinto la coppa mondiale di velocità, ma Pinocchio era più veloce e riuscì a scappare. Alidoro, insieme al burattino, cadde nell acqua. Pinocchio si salvò e salvò anche il cane.
Il burattino arrivò in
un isoletta dove vide un pescatore tutto verde, che
cercò di cucinarlo insieme ad altri pesci che aveva pescato:
prese Pinocchio e lo infarinò 4-5 volte, poi stava per friggerlo
quando...
arrivò Alidoro che prese il burattino e lo mise in salvo.
Pinocchio decise di tornare a casa della fata e, quando bussò alla porta, gli rispose una lumaca.
La lumaca impiegò nove ore per scendere, ma il burattino aveva fame. Alla fine la lumaca gli portò un piatto con: pane, pollo, e quattro albicocche. Pinocchio si accorse che il pollo era di carta, le albicocche di marmo, il pane di gesso e svenne. Si ritrovò sul divano e la fata lo perdonò.
Tornò a scuola, era il più bravo della classe e la fata per premiarlo, organizzò una festa.
Pinocchio chiese alla fatina
se poteva andare a invitare gli amici per il grande giorno.
Invitò, così, tutti gli amici . Non trovò Lucignolo a casa sua, lo trovò sotto la tettoia di un contadino.
Pinocchio gli chiese perché stava lì. Lucignolo rispose che a
mezzanotte sarebbe passato un carro che lo avrebbe preso e
portato nel Paese
dei Balocchi.
A mezzanotte in punto si vide in lontananza una piccola luce: era il carro che stava arrivando senza fare il minimo rumore, guidato da un omino grasso che rideva sempre e con una voce che faceva innamorare tutti i ragazzi.
Il carro era
tirato da asinelli colorati che avevano ai piedi stivaletti da
uomo di vacchetta bianca. Pinocchio si lasciò convincere e di nascosto partì per
il Paese dei Balocchi.
Qui non c'erano veramente scuole, si giocava tutti i giorni dalla mattina alla sera finchè dopo cinque mesi di baldoria una mattina...Pinocchio si svegliò, si grattò la testa e si accorse di avere le orecchie molto più grandi. Prese la bacinella e la riempì dacqua, si specchiò e vide che erano orecchie di asino. In quel momento bussarono alla porta ed aprì: era la marmotta che abitava al piano di sopra e gli disse che aveva la febbre di ciucchino ed era grave.
Pinocchio si mise un cappello di lana e uscì a
cercare Lucignolo per fargliela pagare, ma non lo trovò e andò
a casa sua.Tutti e due portavano lo stesso cappello
e
pensarono subito che avevano la stessa malattia. Pinocchio contò
fino a tre e si tolsero il cappello. Si misero subito a ridere.
Non riuscivano a stare in piedi e si misero a gattonare. Il loro
muso si allungò, la schiena si riempi di peli e la cosa più
brutta fu di sentire nascere la coda. Erano diventati degli asini
.
Sentirono bussare: era lomino che aspettava questo momento e disse loro che se non aprivano erano guai.
Diventati asini veri, furono portati a vendere al mercato e Pinocchio fu venduto al Direttore di una compagnia di pagliacci, per insegnargli a ballare e a saltare i cerchi. Una sera, però, si fece male e diventò zoppo e allora fu venduto un'altra volta e lo comprò un signore per fare con la sua pelle un tamburo. Fu gettato in mare con una grossa pietra al collo e una fune ad una zampa, i pesci lo mangiarono e diventò un burattino come era prima.
Allora si mise a nuotare per salvarsi e vide su uno scoglio una capretta con la lana turchina che gli ricordava tanto i capelli della fatina. Questa gli gridava di essere veloce, perchè c'era un mostro vicino, ma fu inghiottito lo stesso dal pesce cane.
Si trovò all'improvviso nella pancia del grosso pesce, dove c'era anche il tonno. Impaurito camminava, cercando di non essere digerito, quando vide una luce lontana, piccola, piccola. Pinocchio seguì quella lucetta, si avvicinò e vide un vecchio che era tutto bianco: era il suo babbo e si abbracciarono e raccontarono tutte le loro avventure.
Erano due anni che Geppetto era lì e mangiava
il cibo che trasportava la nave che era stata inghiottita dal
pesce cane. Ora il cibo era finito e mangiava solo pesciolini
crudi che arrivavano vicino a lui. Pinocchio pensò una strategia
per uscire di lì: prese la candela accesa, diede la mano al suo
babbo e camminarono fino alla gola del pesce cane, ma questo fece
uno starnuto e li catapultò un'altra volta nella sua pancia. La
candela si spense, restarono al buio, ma si fecero coraggio... In
punta di piedi risalirono alla gola del mostro che dormiva come
un ghiro. Pinocchio si mise sulle spalle Geppetto e con un gran
salto si buttò in mare. Nuotò tanto, ma ad un certo punto non ce la faceva
più, quando arrivò il tonno che aveva conosciuto nella pancia
del pesce cane e che anche lui si era salvato, li fece attaccare
alla sua coda e portò Pinocchio e Geppetto sulla spiaggia. I due
sventurati cominciarono a cercare una casa o una capanna per
avere qualcosa da mangiare e un po' di paglia per dormire, ma chi
incontrano? Il gatto e la volpe che erano diventati uno cieco e
l'altra spelacchiata e senza coda. Chiedevano l'elemosina, ma
questa volta Pinocchio non ci cascò.
Finalmente arrivarono in una capanna, la porta era aperta, entrarono e chi trovarono qui? Il grillo che lo rimproverò del suo comportamento. Pinocchio andò a tirare il bindolo presso un contadino per avere un bicchiere di latte da portare al suo povero babbo. Lavorava tanto e seppe anche che questo lavoro lo aveva fatto finora l'asino che ora era in fin di vita. Pinocchio chiese di vedere la bestia e riconobbe Lucignolo. Questo appena vide Pinocchio spirò. Il burattino si mise a piangere per il dispiacere, ma continuò il suo lavoro presso il contadino. Il burattino fabbricava anche i canestri, i panieri di giunco e con i soldi che guadagnava provvedeva a tutte le spese giornaliere. Costruì un carretto per portare a spasso il suo babbo malato e di sera studiava per imparere a leggere e a scrivere. Aveva messo da parte un po' di risparmi per comprarsi un vestito nuovo ed un giorno andò al mercato per comprarlo, ma per strada si sentì chiamare dalla lumaca, alla quale chiese notizie della fatina.
La lumaca gli disse che la fatina era molto malata e non aveva più nemmeno un sodo per comprare il pane.
Pinocchio restò tanto addolorato e consegnò subito i suoi quaranta soldi alla lumaca perchè li portasse alla fatina e promise che avrebbe lavorato di più per aiutarla.
La sera lavorò fino a tardi e invece di otto canestri ne fabbricò sedici. Infine andò a letto stanco e si addormentò. Sognò la fatina bella e sorridente, che gli parlava e lo perdonava di tutte le sue monellerie.
Quando si svegliò si ritrovò non un burattino di legno, ma un ragazzo come gli altri!
Intorno c'erano vestiti nuovi, una bella casa e nel portafogli i quaranta soldi che aveva mandoto alla fata erano diventati quaranta zecchini d'oro.
Geppetto era guarito ed aveva ripreso il suo lavoro. Il burattino senza vita era lì, gettato su una sedia!